Visualizzazione post con etichetta Anna Italia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Anna Italia. Mostra tutti i post

lunedì, novembre 30, 2009

E' in arrivo il nuovo Rapporto Censis


Venerdì 4 dicembre, alle ore 10.00, presso la sede del CNEL a Roma, avrà luogo la presentazione del 43° Rapporto Annuale Censis sulla situazione sociale del paese, periodico appuntamento per tutti coloro che voglione capire o almeno cercare di capire quello che accade in Italia. Ovviamente, anche se tutto il Rapporto è interessante, la parte che personalmente leggo con maggior interesse è quella relativa alla situazione della sicurezza. Si tratta di un capitolo scritto sempre molto bene (credo che vi sia la mano anche della nostra amica Anna Italia) e che, nell'edizione del 2008, ha seguito non solo le due direttrici più "alla moda": l'immigrazione e l'accresciuta presenza delle polizie locali ma anche profili meno scontati come la contraffazione, il riemergere della corruzione e, ultimo ma non ultimo, il fenomeno del bullismo.
Mi è sembrata un'impostazione in sintonia con il testo del Pon 2007-13 che se aveva un merito rispetto alla precedente edizione - scritta in buona parte da uno sciagurato funzionario di mia conoscenza - era quello di aver individuato nella contraffezione di marchi un vero attentato alla nostra economia (che, se non stroncato, causerà danni inreparabili al "made in Italy") e nell'anticipazione dell'intervento di prevenzione a fenomeni prodromici come il bullismo, la nuova frontiera delle politiche regionali di sicurezza per lo sviluppo. Tale parte di quel programma mi sembra tuttavia la meno attuata e, forse, la meno condivisa. Ben venga, quindi, questo nuovo Rapporto, sopratutto se avrà l'intendimento di insistere su questi temi ed altri analoghi, portando auterevole e documentata argomentazione alle tesi di chi, se aveva forse capito, non ha saputo spiegare e, se ha saputo spiegare, non è stato comunque convincente.

giovedì, giugno 05, 2008

Le polemiche di Anna Italia


Simpatico “botta e risposta” tra chi vi annoia da questo blog e la brava Anna Italia, responsabile del settore sicurezza e cittadinanza del Censis, nel forum a latere del convegno” I protagonisti e le priorità della sicurezza urbana: Stato ed enti locali a confronto “ svoltosi al Forumpa il 14 maggio u.s. Cogliendo infatti un eccessivo accento alla tematica dell’integrazione quasi contrapposta alle metodiche tradizionali di sicurezza pubblica, scrivevo che
“Potrebbe essere un errore gravido di incalcolabili conseguenze il ritenere che una politica orientata verso l'integrazione delle molteplici e complesse attività di contrasto all'illegalità, unitamente a quelle (altrettanto meritorie) di sostegno al disagio sociale e di prevenzione alla devianza, sia in contraddizione col necessario potenziamento tecnologico e umano delle attuali forze di polizia presenti sul territorio.In verità è solo potenziando ogni singolo elemento di ciò che si intende coordinare ed integrare che si migliora il complesso dell'azione coordinata ed integrata. Un intervento s sostegno delle forze di polizia, anche locali, non è pertanto inutile (o ovviabile mediante indeterminate razionalizzazioni) bensì assolutamente necessario e, temo, urgentissimo.”
Anna mi rispondeva poco dopo.”Sono convinta che le forze dell'ordine siano e debbano rimanere il perno attorno a cui far ruotare qualsiasi intervento per innalzare i livelli di sicurezza. In un momento come questo, in cui sono carenti le risorse economiche dello Stato centrale, credo che gli sforzi si debbano indirizzare soprattutto verso la razionalizzazione delle risorse umane esistenti, evitando sovrapposizioni e duplicazioni. Per quanto riguarda le nuove tecnologie, esse sono senza dubbio un supporto indispensabile alle attività investigative; attenzione però a pensare che possano essere il rimedio al problema della sicurezza e della vivibilità dei territori”
Fine di una polemica mai iniziata (con Anna Italia, che stimo e a cui voglio bene, peraltro mi sarebbe impossibile litigare). Come spesso capita, tuttavia, il disaccordo nasce dal dire la stessa cosa in modo diverso. Nessuno nega che tra le forze di polizia vi siano sovente duplicazioni e sovrapposizioni (anche se meno che in altri settori pubblici) e che la materia meriti di essere razionalizzata. Bisogna pur dire che, se non si fanno concorsi da oltre dieci anni, alla fine vi è poco da razionalizzare e persino le tecnologie (contrariamente a quanto io stesso pensavo sino a pochi anni fa) non possono fare miracoli. Come miracoli, sfortunatamente, non possono farne neppure le “politiche integrate”.