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venerdì, novembre 14, 2014

Un PON Legalità così, un tempo, avrebbe avuto vita dura...

Mi rendo conto che farò la figura del "gufo", immagine ornitologica non particolarmente apprezzata ai nostri giorni, eppure, più leggo la bozza di quello che dovrebbe essere il nuovo Pon Legalità, meno mi convinco che esso possa essere approvato a Bruxelles. E' un programma senza ambizioni, senza strategia, senza originalità ne profondità nelle analisi e con un approccio tradizionale nel rapporto partenariale. Non mi pare peraltro vi sia una indicazione chiara ed esaustiva delle risorse ordinarie messe in campo e, sopratutto (se ancora il principio dell'addizionalità è valido) nulla che faccia comprendere in qual modo si vada a far sinergia con quelle comunitarie. Una domanda ingenua tra le tante possibili: se la gestione dei beni confiscati alla criminalità organizzata è prevista da una legge dello Stato italiano, per quale motivo dovrebbe essere finanziata dai fondi strutturali? Io appartengo ad una scuola probabilmente superata, ma un tempo una simile domanda sarebbe stata inevitabile e non leggo risposte adeguate nel testo in mio possesso. Banalizzando al massimo, una risposta possibile sarebbe stata questa: le risorse ordinarie a copertura ci sono e vengono utilizzate per fare queste cose (da descrivere); una volta realizzato le descritte cose, i fondi strutturali ci serviranno per farne queste altre (monitoraggio, messa in rete, internalizzazione dell'offerta al loro utilizzo, ecc.) che altrimentri non potremmo mai porre in essere. In buona sostanza, i fondi europei servono a potenziare una strategia condivisa con la Commissione, non a sostituire le risorse ordinarie utili a perseguire quella (non condivisa) dello Stato membro.
Ripeto: forse tutto ciò è superato, non serve più. Forse ormai sono troppo vecchio per capire, ma io continuo a ragionare come mi hanno insegnato Mario Garilli, Alberto Piazzi e Pere Puig Anglada, quando un programma doveva dimostrare di avere "idee guida" forti e strategie lungimiranti saldamente integrate, tali da essere in grado non solo di individuare i propri obiettivi ma di quantificarne le dimensioni, il cronogramma e i relativi impatti. Roba superata, forse. Da cittadino italiano me lo auguro, perchè se così non fosse questo Pon Legalità non avrebbe alcuna possibilità di superare il vaglio della Commissione o sarebbe sepolto da una tale valanga di osservazioni da dover, di fatto, essere riscritto. "In Italia", diceva Luca Celi," i soldi saranno pure pochi, ma le buone idee sono ancor meno". A distanza di anni, sono ancora una volta costretto a dargli ragione.