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mercoledì, febbraio 17, 2010

Convegno Transcrime sui nuovi modelli per l'analisi dei problemi e lo sviluppo delle politiche di sicurezza.



E' ormai dominio della ricerca avanzata - scrive transcrime - che pochi luoghi (hot spot) concentrino molta criminalità e producano molta insicurezza. Perchè si possano trasferire i risultati di queste ricerche in rimedi efficaci, occorre conoscere le dimensioni di questi luoghi, dove sono, quale criminalità producono, in quale giorno della settimana e in quale ora della giornata. Acquisita questa conoscenza, occorre poi pianificare i presidi delle Forze di Polizia, sviluppando tra cooperazione tra polizie pubbliche nazionali, locali e private, accrescendo nel contempo la formazione degli addetti e la partecipazione dei cittadini.
Su questi temi, è stata organizzata per lunedì 22 febbraio 2010 alle ore 10.00 presso l' Aula Magna dell'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, una giornata di discussione con i principali esperti del settore.
Parteciperà il Sindaco di Milano Letizia Moratti, il Prif. Ernesto Savona, il Prof. Giuseppe Di Federico, i Prefetti Nicola Izzo (nella foto) e Paola Basilone, il sindaco di Bari Michele Emiliano, il nostro amico Enrico Tedesco della Regione Campania e, ultimo ma non ultimo, il Ministro Roberto Maroni.
Se possibile, cercheremo di pubblicare uno stralcio degli atti del convegno.

giovedì, dicembre 03, 2009

La domanda di sicurezza e la riorganizzazione delle Forze dell'ordine sul territorio.



Presso la sede dell'ABI a Roma, si è svolto il 2 dicembre un pubblico incontro col Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel corso del quale sono state analizzate le prospettive della sicurezza anticrimine in Italia. Non è la prima volta, da quando conosco l'instancabile Marco Iaconis, che vengo a conoscenza di autorevoli momenti di riflessione a Palazzo Altieri su problematiche relative alla sicurezza, ma solitamente si tratta di temi che, direttamente o indirettamente, si richiamano alla prevenzione dalle rapine, sopratutto da quelle ai danni di istituti bancari.
Se ben comprendo quello che leggo (ormai il vostro bloggista non lo invita più nessuno!) quest'ultimo incontro ha avuto un taglio ben diverso e, per taluni aspetti, si è rivolto esplicitamente alle ploblematiche generali di ordine e sicurezza pubblica, chiamando in causa le agenzie di controllo sociale che hanno la responsabilità della sicurezza primaria. Se il Prof. Giovanni Mastrobuoni, professore del Collegio Carlo Alberto dell'Università di Torino, ha infatti illustrato il tema canonico della "Deterrenza generica e abilità dei rapinatori", il Prof. Ernesto Savona, che come i nostri lettori sanno è professore di criminologia all'Università Cattolica di Milano, ha affrontato un tema di particolare spinosità e cioè quello della "riorganizzazione delle forze di polizia" alla luce della domanda di sicurezza che emerge dai variegati contesti territoriali.
Un tema delicatissimo, reso ancor più complesso dalle note e generalizzate difficoltà economiche che affliggono l'esecutivo e che impongono una seria razionalizzazione delle risorse umane sul territorio. Sono sicuro pertanto che il Ministro Maroni avrà ascoltato con interesse.

mercoledì, novembre 18, 2009

Il Prefetto Paola Basilone sulla poltrona che fu di Procaccini.

Peccato che l'unica foto reperibile sul Web (tratta dal Mattino di Napoli) non renda giustizia al Prefetto Paola Basilone che vi appare col piglio sinistro del ricercato dalla legge. Si tratta, al contrario, di persona certamente decisa e determinata ma anche provvista di non comune simpatia e di una carica umana straordinaria. Il Ministro Maroni, che in questi mesi deve avere imparato ad apprezzarla, aveva un tono vagamente gigionesco quando ha comunicato alla stampa di aver deciso di nominarla Vice Capo della Polizia, aggiungendo con entusismo la notizia, poi risultasta falsa, che si trattava della prima donna a ricoprire il prestigioso incarico.
Paola Basilone è un prefetto ancora molto giovane e certamente in grado di fornire un contributo importante e duraturo all'Amministrazione dello Stato. Non sappiamo se toccherà a lei, sulla falsariga del suo grande predecessore Giuseppe Procaccini, interessarsi di Sicurezza per lo Sviluppo, giacchè da qualche anno il Ministero dell'Interno preferisce conferire tale compito al Vice Capo della Polizia Vicario, che peraltro opera con grande successo. Se così fosse, tuttavia, ne saremmo lieti: il prefetto Basilone ha infatti grande esperienza di rapporti interistituzionali, si è interessata attivamente di patti per la sicurezza e gode fama di equilibrio e ragionevolezza. Dirigendo l'Ufficio di corrdinamento ha acquisito anche notevole esperienza internazionale (che nei rapporti con la commissione europea non guasta). Potrebbe essere una lieta sorpresa.

venerdì, ottobre 17, 2008

Il ruolo della vigilanza privata e l'utilizzo delle risorse addizionali.

"Le aziende che si occupano di vigilanza privata devono diventare protagoniste del progetto di sicurezza integrale voluto dal governo di centro-destra. Lo ha detto il ministro dell'Interno Roberto Maroni IL 9 ottobre all'assemblea annuale dell'Associazione italiana vigilanza (Assiv), associazione di categoria della vigilanza privata aderente a Confindustria. Maroni ha spiegato che nel sistema di sicurezza integrale ciascuno ha il proprio ruolo ma è prevista "una più diretta, importante partecipazione del settore privato". "L'attenzione del ministro al vostro settore c'è, perché penso che in questo progetto di sicurezza integrale anche il mondo della vigilanza privata debba avere un ruolo di maggiore protagonismo", ha aggiunto Maroni. In questa fase di transizione in cui gli istituti di vigilanza si fanno imprese di sicurezza, il titolare del Viminale ha invitato chi opera nella vigilanza privata ad avanzare proposte per migliorare la sicurezza del Paese nell'ambito di due progetti: il Pon, con fondi europei per 1,25 miliardi di euro per Sicilia, Calabria, Puglia e Campania nei prossimi cinque anni, e il progetto per la sicurezza urbana - "da riempire di contenuti per tutte le città italiane", ha sottolineato Maroni - per cui sono a disposizione almeno 100 milioni di euro dal 2009." Questi due temi ... penso che debbano vedervi protagonisti". Il ministro ha poi ribadito che il governo non mira a una militarizzazione del paese: "Non voglio militarizzare il territorio, mettere un poliziotto accanto a ogni cittadino". "I cittadini sono contenti nel vedere i militari (nelle strade) non perché sono diventati tutti guerrafondai ma perché vedere una divisa .. dimostra che c'è qualcuno che si preoccupa - lo Stato, il governo - che presidia il territorio ... Questa è la strada che seguiremo (senza) militarizzare il territorio". Secondo il Siulp, il primo sindacato delle forze di polizia, "non serve scendere sul terreno della polizia creativa". "Vogliamo il ripristino degli organici, e che si faccia un riordino delle carriere in polizia per rendere più moderno ed efficiente il servizio: oggi abbiamo 32 qualifiche, col risultato che non si sa chi deve fare cosa. Senza queste due cose, tutto il resto è improduttivo", dice Giuseppe De Matteis, segretario nazionale del Siulp. Riguardo poi ai fondi europei, De Matteis sottolinea che la possibilità di impiegarli è legata all'"adeguamento dei livelli standard di sicurezza", quindi possono essere usati per le stesse forze di polizia. Ma bisogna stabilire quali sono le priorità: "Per tappare le falle e fare da deterrente contro il rapinatore, così come va bene mettere un militare sulla strada va bene anche una guardia giurata. Ma se parliamo dell'aspetto strutturale della sicurezza, allora il discorso è diverso", spiega De Matteis. Per Claudio Giardullo del Silp il problema non è tanto che ci siano fondi anche per la vigilanza privata. "Ciò che dispiace è che contemporaneamente ci sia un taglio di un miliardo di euro per le forze di polizia, con un taglio rilevantissimo del personale". "E' inaccettabile che non si pensi di mettere risorse ordinarie e si pensi di supplire con risorse europee a carattere straordinario", mentre servono personale, auto, benzina, formazione, innovazione tecnologica, dice Giardullo.Per il Sap, invece, ben venga "un ausilio delle guardie private purché con specifiche competenze". Del resto, precisa il portavoce Massimo Montebove, i fondi europei non sarebbero applicabili in senso stretto alle forze dell'ordine. "Quello che rivendichiamo sono maggiori risorse", dice però Montebove. ( fonte http://www.grnet.it/)

Mi permetto di fare un pochino d'ordine in una polemica che mi sembra confusa.
1. Il ruolo della vigilanza privata nel quadro di un controllo del territorio integrato mi pare pacifico. Esso, in qualche misura, esiste già oggi ma molto di più si potrebbe fare se si trovassero specifiche forme di raccordo operativo.
2. Le risorse addizionali del Pon non possono essere attribuite direttamente alla vigilanza privata perchè essa non è contemplata nel novero dei possibili beneficiari finali; tuttavia, come mi sembra abbia detto il Ministro, possono essere presentati progetti che vedano quali destinatari anche gli operatori di questa categoria.
3. Non esiste nessuna logica contrapposizione, di carattere finanziario, con le forze di polizia. Queste hanno bisogno prevalentemente di una implementazione delle risorse ordinarie poichè le loro principali esigenze (personale, lavoro straordinario, autovetture, benzina, ecc.) non possono essere soddisfatte dalle risorse addizionali.