

Presso la sede dell'ABI a Roma, si è svolto il 2 dicembre un pubblico incontro col Ministro dell'Interno, Roberto Maroni, nel corso del quale sono state analizzate le prospettive della sicurezza anticrimine in Italia. Non è la prima volta, da quando conosco l'instancabile Marco Iaconis, che vengo a conoscenza di autorevoli momenti di riflessione a Palazzo Altieri su problematiche relative alla sicurezza, ma solitamente si tratta di temi che, direttamente o indirettamente, si richiamano alla prevenzione dalle rapine, sopratutto da quelle ai danni di istituti bancari.
Se ben comprendo quello che leggo (ormai il vostro bloggista non lo invita più nessuno!) quest'ultimo incontro ha avuto un taglio ben diverso e, per taluni aspetti, si è rivolto esplicitamente alle ploblematiche generali di ordine e sicurezza pubblica, chiamando in causa le agenzie di controllo sociale che hanno la responsabilità della sicurezza primaria. Se il Prof. Giovanni Mastrobuoni, professore del Collegio Carlo Alberto dell'Università di Torino, ha infatti illustrato il tema canonico della "Deterrenza generica e abilità dei rapinatori", il Prof. Ernesto Savona, che come i nostri lettori sanno è professore di criminologia all'Università Cattolica di Milano, ha affrontato un tema di particolare spinosità e cioè quello della "riorganizzazione delle forze di polizia" alla luce della domanda di sicurezza che emerge dai variegati contesti territoriali.
Un tema delicatissimo, reso ancor più complesso dalle note e generalizzate difficoltà economiche che affliggono l'esecutivo e che impongono una seria razionalizzazione delle risorse umane sul territorio. Sono sicuro pertanto che il Ministro Maroni avrà ascoltato con interesse.