Qualcuno borbotterà, a ragione, che ho una bella faccia tosta e che dal mio pulpito una simile predica non può proprio venire. Ma Indro Montanelli diceva che solo gli imbecilli non cambiano mai opinione e io imbecille del tutto non devo essere visto che, sull'argomento, l'ho decisamente cambiata. In materia di videosorveglianza abbiamo esagerato e siamo andati di molto oltre gli intendimenti originari. Quando il grande prefetto Luigi De Sena mi parlava di opzione tecnologica per limitare la militarizzazione del territorio e ridurre le ingenti spese di personale, io quasi inevitabilmente, nel redigere faticosamente i paragrafi del Pon Sicurezza, traducevo in pratica quell'indicazione con pregetti di videoseorveglianza. Anche quando De Sena si occupò di altrecose e i miei interlocutori divennero i Prefetti Procaccini ed Amoroso, la comune passione per i sistemi di videosorveglianza non accennò a diminuire.
Ma dobbiamo essere chiari. Non avevamo alcun intendimento di sostituire il controllo del territorio ad opera delle forze di polizia con un mero reticolato di telecamere ed eravamo tutti pienamente consapevoli dei limiti dello strumento. La telecamera era incaricata di incrementare le potenzialità di intervento delle forze di polizia e giammai di sostituirsi ad esse. Peraltro, la ricerca scientifica nel settore prometteva meraviglie: telecamere "intelligenti" in grado di attivarsi esclusivamente in presenza di eventi significativi, telecamere capaci di riconoscere volti selezionati in una folla, telecamere capaci di individuare in tempo reale targhe segnalate tra la moltitudine di auto transitanti per un'autostrada.In verità, non tutte queste funzionalità erano perfette e alcune di esse non hanno corrisposto i risultati sperati. Ma non è stato questo il punto.
Tutti noi eravamo consapevoli che la videosorveglianza sarebbe stata utile solo se accompagnata da un forte potenziamente delle Sale Operative, un'adeguata formazione di personale che imparasse ad utilizzare lo strumento secondo le sue potenzialità e attitudini e, ultimo ma non ultimo, una serie di interventi mirati sul medesimo territorrio di carattere sociale che operassero sinergicamente ad incrementare la sicurezza, nonostante una ipotizzata minore presenza di "divise" nell'area interessata. Per quest'ultimo motivo, accanto ad un asse "tecnologico", si è sempre posto uno speculare asse di interventi di supporto sociale che abbiamo scelto e condiviso con il partenariato socioistituzionale.
Le successive strategie hanno poi seguito percorsi diversi e non costruiti sull'elemento "deterrenza da videosorveglianza". Questa è stata, in definitiva, vista più come un'opportunità ulteriore fornita alle attività di indagine (quindi, a seguito di un reato) che come la regina delle attività di prevenzione, che, come tutte le regine, necessitava di una corte di interventi di integrazione e coronamento.
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lunedì, maggio 03, 2010
mercoledì, novembre 18, 2009
Il Prefetto Paola Basilone sulla poltrona che fu di Procaccini.
Peccato che l'unica foto reperibile sul Web (tratta dal Mattino di Napoli) non renda giustizia al Prefetto Paola Basilone che vi appare col piglio sinistro del ricercato dalla legge. Si tratta, al contrario, di persona certamente decisa e determinata ma anche provvista di non comune simpatia e di una carica umana straordinaria. Il Ministro Maroni, che in questi mesi deve avere imparato ad apprezzarla, aveva un tono vagamente gigionesco quando ha comunicato alla stampa di aver deciso di nominarla Vice Capo della Polizia, aggiungendo con entusismo la notizia, poi risultasta falsa, che si trattava della prima donna a ricoprire il prestigioso incarico.
Paola Basilone è un prefetto ancora molto giovane e certamente in grado di fornire un contributo importante e duraturo all'Amministrazione dello Stato. Non sappiamo se toccherà a lei, sulla falsariga del suo grande predecessore Giuseppe Procaccini, interessarsi di Sicurezza per lo Sviluppo, giacchè da qualche anno il Ministero dell'Interno preferisce conferire tale compito al Vice Capo della Polizia Vicario, che peraltro opera con grande successo. Se così fosse, tuttavia, ne saremmo lieti: il prefetto Basilone ha infatti grande esperienza di rapporti interistituzionali, si è interessata attivamente di patti per la sicurezza e gode fama di equilibrio e ragionevolezza. Dirigendo l'Ufficio di corrdinamento ha acquisito anche notevole esperienza internazionale (che nei rapporti con la commissione europea non guasta). Potrebbe essere una lieta sorpresa.
Paola Basilone è un prefetto ancora molto giovane e certamente in grado di fornire un contributo importante e duraturo all'Amministrazione dello Stato. Non sappiamo se toccherà a lei, sulla falsariga del suo grande predecessore Giuseppe Procaccini, interessarsi di Sicurezza per lo Sviluppo, giacchè da qualche anno il Ministero dell'Interno preferisce conferire tale compito al Vice Capo della Polizia Vicario, che peraltro opera con grande successo. Se così fosse, tuttavia, ne saremmo lieti: il prefetto Basilone ha infatti grande esperienza di rapporti interistituzionali, si è interessata attivamente di patti per la sicurezza e gode fama di equilibrio e ragionevolezza. Dirigendo l'Ufficio di corrdinamento ha acquisito anche notevole esperienza internazionale (che nei rapporti con la commissione europea non guasta). Potrebbe essere una lieta sorpresa.
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lunedì, agosto 18, 2008
Il Prefetto Giuseppe Amoroso nuovo Capo Dipartimento
Il Prefetto Giuseppe Amoroso (nella foto) è stato nominato Capo del Dipartimento per le politiche del personale dell'amministrazione civile e per le risorse strumentali e finanziarie, succedendo così al suo amico e collega Giuseppe Procaccini, da non molto incaricato Capo di Gabinetto del Ministro.
Si tratta di un ennesimo successo colto da persona che ha svolto un ruolo importante nell'ambito dei fondi strutturali europei ( il Prefetto Amoroso è stato appasionata Autorità di Gestione del Pon Sicurezza) e sono certo che quell'esperienza non solo sarà sempre ricordata con piacere ma probabilmente gli fornirà anche qualche utile spinto di riflessione per svolgere al meglio il suo importante attuale incarico.
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lunedì, giugno 16, 2008
Giuseppe Procaccini, nuovo Capo di Gabinetto

La nomina del Prefetto Giuseppe Procaccini a capo gabinetto del Ministro dell'Interno, decisa dall'ultimo Consiglio dei Ministri, è un'ottima notizia per le prospettive future delle politiche di sicurezza per lo sviluppo. Il nuovo capo di gabinetto, infatti, non solo è persona esperta del settore (è stato, tra l'altro vice capo della polizia) ma ha avuto un'importante esperienza come Autorità di Gestione del Programma Operativo Nazionale "Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno" di cui conosce tutti gli aspetti, anche più reconditi.
Il Pon che, per motivi non ascrivibili a responsabilità di nessuno, vive da qualche tempo un periodo di difficoltà, può certamente giovarsi del fatto di trovare ora un'importante e competente sponda a livello ministeriale. Molte delle attività del Programma - era stato osservato da tempo- sono tipiche delle competenze del gabinetto del ministro, anche se era stato l'espresso desiderio della Commissione Europea a dirottare l'attribuzione totale della titolarità del Pon al Dipartimento della Pubblica Sicurezza. Sono certo che l'attuale Autorità di Gestione, persona esperta e di rara capacità, sarà certamente interessata all'idea di fare squadra al massimo livello ministeriale, sopratutto per la risoluzione delle non facili problematiche attinenti ai necessari rapporti con i Prefetti in sede, insostituibili "terminali" dell'azione di diffusione della legalità sul territorio.
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