
Inventato dagli svedesi, il difensore civico è entrato in Italia nel 1974, in Lazio, Liguria e Toscana. Oggi è presente in oltre 500 comuni, in quasi tutte le province e nella maggior parte delle Regioni, con l’esclusione della Sicilia, della Calabria e della Puglia, che pure lo hanno previsto nel loro statuto ma non l’hanno mai nominato. Sul fatto che essi siano utili, vi sono molte perplessità. Le loro competenze non sono infatti ancora codificate e la loro funzione, al momento, appare al massimo quella di stimolo per le pubbliche amministrazioni: possono chiedere informazioni a tutti gli uffici (che sono tenuti a rispondere entro 30 giorni) e possono richiamare formalmente i funzionari che hanno sbagliato. Con i pochi mezzi legislativi e finanziari in loro possesso, i difensori civici rimarranno sempre figure residuali, marginali, quasi simboliche.
Furono due esponenti della UIL, Guglielmo Loy ( nella foto) e Adriana Martinelli, nel corso di una conversazione informale svoltasi in passato, a pormi il problema. Potrebbero i fondi strutturali, soprattutto quelli rivolti alle Regioni “Obiettivo Convergenza” così restii ad attivarli, fare qualcosa per rivitalizzare questa figura dal significato così emblematico? Io ritengo di si. Potrebbero persino – per la loro carattere di divulgatori di legittimità e correttezza amministrativa che tanto richiama nel nostro Mezzogiorno il concetto di legalità – essere inseriti in alcune progettualità integrate che coinvolgano anche il Pon Sicurezza. I sindacati (ovviamente non solo la UIL) potrebbero svolgere un ruolo importante in questa azione di sostegno, formazione ed informazione a beneficio dei difensori civici. Ma, ovviamente, la mia è solo l’opinione di un incompetente. Chissà che qualcuno che conosce la materia meglio di me, leggendo queste righe, non ritenga opportuno rispolverare la questione.
Furono due esponenti della UIL, Guglielmo Loy ( nella foto) e Adriana Martinelli, nel corso di una conversazione informale svoltasi in passato, a pormi il problema. Potrebbero i fondi strutturali, soprattutto quelli rivolti alle Regioni “Obiettivo Convergenza” così restii ad attivarli, fare qualcosa per rivitalizzare questa figura dal significato così emblematico? Io ritengo di si. Potrebbero persino – per la loro carattere di divulgatori di legittimità e correttezza amministrativa che tanto richiama nel nostro Mezzogiorno il concetto di legalità – essere inseriti in alcune progettualità integrate che coinvolgano anche il Pon Sicurezza. I sindacati (ovviamente non solo la UIL) potrebbero svolgere un ruolo importante in questa azione di sostegno, formazione ed informazione a beneficio dei difensori civici. Ma, ovviamente, la mia è solo l’opinione di un incompetente. Chissà che qualcuno che conosce la materia meglio di me, leggendo queste righe, non ritenga opportuno rispolverare la questione.