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lunedì, luglio 07, 2008

Il futuro del Pon Sicurezza


Il Programma Operativo Nazionale “Sicurezza per lo Sviluppo del Mezzogiorno” 2007-13 che tra pochi giorni celebrerà il proprio Comitato di Sorveglianza a Palermo sarà l’ultimo strumento finanziario di questo tipo che il Fondo Europeo di Sviluppo Regionale riserverà alle regioni del Mezzogiorno (più precisamente, alle quattro regioni in “obiettivo convergenza”). Non vi saranno probabilmente altre prove di appello: il miliardo e centosettasette milioni di Euro, tra finanziamento comunitario e quota nazionale, che, attraverso il Ministero dell’Interno Autorità di Gestione del Pon, si riverserà sulle Regioni più aggredite dalla criminalità organizzata per acquisire tecnologie innovative di prevenzione e contrasto e per diffondere la cultura del lavoro e della legalità, sarà presumibilmente l’ultimo.

Non disperdere questa possibilità appare pertanto assolutamente prioritario. Le “politiche regionali” in materia di sicurezza per lo sviluppo non sembrano tuttavia sufficientemente coordinate e, per lungo tempo, le amministrazioni regionali di Sicilia, Puglia, Calabria e Campania hanno persino posto in dubbio l’esigenza di un’ulteriore strumento addizionale per contrastare la criminalità presente sui loro territori. Rispetto al 1999/2000, periodo in cui si sviluppavano le strategie che avrebbero accompagnato il precedente Pon Sicurezza, il Programma appare meno capace di suscitare entusiasmi ed aspettative tra i cittadini e le aziende del nostro Mezzogiorno. Il ricorso copioso alla tecnologia e l’utilizzo mirato ed emblematico dei beni confiscati alla criminalità organizzata, seppur sempre molto utili, non sembrano più soluzioni decisive e la stessa tensione al contrasto al racket e all’usura sembra intiepidirsi.

Questo momento di difficoltà, secondo gli addetti ai lavori, non dovrebbe essere ricondotto solo a problematiche intrinseche di insufficienza progettuale oppure a malrisolte questioni di competenza tra istituzioni. Potrebbe risultare molto utile riscoprire le “ragioni comuni” che, a suo tempo, hanno dato vita ad un intervento pluridisciplinare e plurisoggettivo sul territorio, riflettere sui motivi per i quali non tutte le opportunità sono state colte, rivalutare la funzione determinante della concertazione attribuendo al partenariato un ruolo concreto, indicare soluzioni partecipative di tipo innovativo, quali ad esempio la valutazione d’impatto di sicurezza (VISL), che porrebbe la questione “legalità” al centro delle dinamiche di sviluppo del nostro Mezzogiorno.

Il concetto essenziale è quello di non ricondurre il Pon Sicurezza ad un mero contenitore finanziario. I risultati in termini di impegno e spesa sono importanti, ma molto meno di quanto non si finisca poi per credere. Ciò che sarebbe veramente gravido di conseguenze incalcolabili non sarebbe il perdere qualche milione di euro quanto invece il cessare di credere di essere in grado di contribuire a creare “condizioni di contesto” per uno sviluppo endogeno e sostenibile e a liberare il Mezzogiorno almeno dagli aspetti più gravi dello “zavorramento” operato dalla criminalità.

sabato, novembre 12, 2005

La Valutazione d'Impatto di Sicurezza e Legalità (VISL)


Le opere pubbliche sono da tempo oggetto di specifiche valutazioni, intese a determinarne l'impatto sul territorio. La più nota è la Valutazione d'Impatto Ambientale (VIA), che deve sempre accompagnare le modificazioni del contesto territoriale per determinarne i "costi" collettivi in ambito ambientale e paesaggistico.
Orbene, non è contestabile il fatto che grandi opere pubbliche, sopratutto nel Mezzogiorno d'Italia, determinino contestuali effetti anche nell'ambito della sicurezza pubblica, sia per gli innevitabili "appetiti" suscitati nella criminalità organizzata desiderosa di inrcettare almeno una parte di queste risorse, sia per il moltiplicarsi della criminalità diffusa, attratta dalle nuove opportunità offerte dal modificarsi del contesto cittadino.
Stabilire in quale misura aumenti "il rischio criminalità" a fronte di un investimento di grosse proporzioni, può significare l'adozione, o almeno la pianificazione, delle opportune misure di contrasto che potrebbero rientrare tra i "costi" previsti nell'ambito del finanziamento complessivo.
E' un aspetto su cui sarebbe utile meditare e che è nostra intenzione farlo.