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martedì, luglio 08, 2008

SoS Impresa e l'associazionismo militante contro l'illegalità




Sos Impresa è un'associazione nata nel 1991 a Palermo su iniziativa di un gruppo di commercianti desiderosi di opporsi al racket e difendere la loro dignità dalla prepotenza della criminalità organizzata. Presieduta oggi da Lino Busà (nella foto in alto) coideatore con chi vi scrive e con Andrea Colucci di Confcommercio di talune iniziative di diffusione della legalità, finanziate dal Fondo Sociale Europeo nell'ambito del Pon Sicurezza, l'associazione promuove l'elaborazione di strategie di contrasto all'usura e al racket nonchè a tutte le forme di criminalità che ostacolano la libertà di impresa e, pertanto, la possibilità di sviluppo endogeno del territorio. Le inniziative realizzate nel corso degli anni sono state innumerevoli.

Ne parliamo in questa sede non certo per far pubblicità all'associazione dell'amico Busà; non ne ha infatti bisogno e non saranno i venticinque lettori di questo blog a modificare i suoi, già alti, livelli di prestigio tra gli addetti ai lavori, tenuto anche conto della forte veicolazione indotta da Confesercenti. Ci sembra, invece, importante farne cenno come esempio di possibile e valida integrazione tra l'associazionismo dei privati e la funzione pubblica esercitata dallo Stato in materia di sicurezza e legalità. Il cittadino, è noto, si sente troppo spesso soggetto passivo ed inerme nel conflitto tra illegalità e civile convivenza e mi pare una saggia politica quella di canalizzare questo sano desiderio di parteciopazione e di sostegno alle istituzioni verso forme strutturate di collaborazione. Sulle "ronde", ad esempio, si è detto e scritto molto ma anche coloro che le censuramo e ne auspicano la scomparsa percepiscono che dietro ad esse, spesso se non sempre, vi è il desiderio del cittadino "di fare qualcosa", di non limitarsi a delegare, ad assistere inerme.
Se manifestato nelle forme opportune, questo desiderio di partecipazione non solo è legittimo ma rappresenta una grande speranza di riscatto, sopratutto nelle aree meridionali, ove si è determinato prevalentemente su modalità di contrasto alle attività usuraie ed estorsive. La diffusione della cultura della legalità diviene pertanto qualcosa di ben diverso dallo stanco ripetersi di manifestazioni di mero civismo, spesso relegate nell'etereo ambito intellettuale, bensì si trasforma in attività consapevole e militante a fianco delle Prefetture e delle Forze dell'Ordine.