
Sulla mafia si può dire e scrivere quello che si desidera con poca tema di essere smentiti. E' facile pertanto avanzare ipotesi suggestive - basate magari su indizi certamente reali . e pervenire a conclusioni quanto meno ardite. Una di queste "teorie" che piacciono tanto alla stampa non specialistica è stata diffusa ieri con titoli che potremmo riassumere nel "è stata scoperta la quinta mafia!". Dopo quella siciliana (cosa nostra), quella calabrese (ndrangheta) quella campana (camorra) e quella pugliese (sacra corona unita) sarebbe stata individuata anche una mafia "laziale", per la quale tuttavia non è stato ancora scelto un nome adeguato (un team di pubbliciari sembra che ci stia già lavorando).
Vediamo o fatti (assolutamente oggettivi):
1. Sono state dimostrate nel basso Lazio (provincia di Latina) forti presenze camorristiche e senza dubbio significativi appaiono gli interessi della camorra sulla costa pontina e sopratutto sul MOF di Fondi.
2. Sono stati dimostrati investimenti della 'Ndrangheta a Roma, in locali siti anche nei quartieri più importanti e nelle vie più lussuose.
3. E' presente a Roma una radicata delinquenza dedita allo spaccio, allo sfruttamento della prostituzione, all'estorsione e all'usura.
4. Inchieste hanno portato alla luce diversi crimini dei "colletti bianchi" nell'ambito, ad esempio, degli appalti.
Secondo alcuni, la contestuale presenza di questi quattro elementi dimostrerebbe che anche nel Lazio è ormai operante una mafia, diversa dalle precedenti e originale nelle sue forme.
Sono spiacente, ma mi sembra una teoria poco credibile e poco dimostrata. La prima cosa che salta infatti agli occhi è che i quattro elementi citati npn appaiono affatto collegati in alcun modo, anzi i primi due sono dichiaratamente attribuibili a mafie già esistenti, esogene dal Lazio e quasi mai in collaborazione tra loro. Il terzo elemento è presente da molti decenni (ricordate la banda della Magliana?) senza che mai a nessuno sia venuto in mente di conferirgli dignità di mafia. Il quarto elemento (di natura corruttiva) è sfortunatamente spalmato su tutto il territorio nazionale e non pare abbia una caratterizzazione laziale.
In secondo luogo, siamo sicuri che la contestuale presenza dei quattro elementi citati (anche se fossero - e non lo sono- collegati tra di loro) sarebbe sufficiente a definire "mafia" la criminalità laziale? Ho forti dubbi al riguardo. Almeno sino a quando penseremo che carattere distintivo di questa organizzazione criminale sia il capillare controllo del territorio e il radicale condizionamento di qualsivoglia attività produttiva.
















